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Riscaldamento

Per quanto riguarda il riscaldamento per la casa ho risolto egregiamente con un termocamino (inserto) a pellets.
Ne avevo sentito parlare diverse volte in termini entusiastici e, francamente, mi sembrava una cosa esagerata. Mi sta bene il risparmio, e posso anche capire che il "calore" del camino sia diverso da quello classico dei termosifoni in ghisa ma non avrei mai creduto di trovarmi così bene.

Il mio impianto di casa era il classico impianto per casa unifamiliare. Piccola caldaia a metano con accumulo acqua calda interno e termosifoni in ghisa smaltata nei diversi ambienti.

Originariamente l'impianto prevedeva un solo termostato per tutto il piano abitabile. L'effetto finale era una sala con corpi scaldanti sottodimensionati, sempre fredda, e tutte le altre stanze modello sauna.
Come primo intervento ho fatto "splittare" l'impianto con una centralina domotica inserendo i termostati in ogni singola stanza in modo da avere la temperatura uniforme in tutta la casa. Questo intervento mi ha permesso di tagliare i consumi di gas metano di circa un 25% calcolato in Euro.
Tuttavia, nonostante il buon risparmio ottenuto la percezione del calore non era ottimale. Di fatto persistevano stanze più calde mentre la sala principale a causa dell'errato dimensionamento dei caloriferi restava sempre piuttosto fredda.

Alla fine mi sono risolto a installare un termocamino a pellets. Il venditore, nonostante la macchina lo prevedesse, non voleva canalizzare l'aria calda in diversi punti della casa ma dopo diverse discussione e la mia granitica volontà di canalizzare tutto il possibile ha ceduto. E meno male vorrei aggiungere.

In pratica per ottimizzare lo sfruttamento dell'aria calda prodotta abbiamo posizionato il camino esattamente al centro della casa con il vetro in direzione del divano della sala (stanza in assoluto più utilizzata della casa). Poi, passando sul soffitto della tavernetta di sotto abbiamo fatto passare le manichette sino a raggiungere i vari punti strategici ovvero: camera da letto padronale, sala da pranzo e stanza del bambino.
Data la configurazione delle stanze della casa la cucina rimane incastrata tra la sala grande e la sala da pranzo. In questo modo riceve calore indiretto da entrambi gli ambienti oltre che essere normalmente la stanza più calda della casa visti i fuochi per cucinare spesso accesi.
I bagni ricevono anch'essi calore indiretto dalle bocchette posizionate entro i muri in basso. Certo il calore non è abbastanza per la stagione più fredda ma per ovviare ho adottato il metodo che vado a spiegare.
Visto che il vecchio impianto di riscaldamento con caldaia resta in vita ho deciso di usarlo come sistema di back up di emergenza e per coprire le stanze non perfettamente riscaldate dal camino.
In pratica il riscaldamento tradizionale è settato costantemente sui 17° C monitorato stanza per stanza dall'impianto di domotica. Quando il camino riscalda e porta la temperatura di tutte le stanze oltre questa soglia la caldaia si spegne automaticamente e non consuma. Nelle stanze che ricevono calore indiretto i termosifoni colmano il divario tra il calore indiretto del camino ed il riscaldamento diretto in modo da garantire una stanza vivibile in termini termici.
Quando poi il camino è spento, l'impianto principale mantiene la casa ad una temperatura bassa ma impedisce che la temperatura precipiti.
Il vantaggio sta nel fatto che se tenessi permanentemente fermo l'impianto a caldaia nel giro di un paio di anni si bloccherebbe del tutto mentre farlo girare anche poco impedisce i sedimenti.
Inoltre la combinazione dei due sistemi mi permette di ottimizzare la gestione di entrambi.
Venendo alla parte venale. I soldi.
Negli anni passati riscaldare casa mia mi costava tra i 1.800 ed i 2.250 Euro l'anno come gas con clima normale e senza avere in tutta la casa il comfort termico soddisfacente.
La spesa per il pellets per l'inverso scorso, che non è stato affatto normale dato che fuori casa mia ho visto dei -24° C anche per diversi giorni consecutivi, è stata di circa 900 Euro trasporto compreso.
A conti fatti con il pellet risparmio tra circa il 50% rispetto al costo di riscaldamento tradizionale avendo un comfort decisamente migliore.
Certo questa soluzione ha anche i suoi inconvenienti.
Non tutti i pellets sono uguali e la qualità incide sulla resa termica. Per questo consiglio sempre pellets certificati.
Occorre spazio per poter stoccare almeno 2 o 3 pedane di pellets altrimenti tocca fare rifornimento ogni settimana e la cosa diventa lunga.
Il camino necessita di manutenzione e pulizia in funzione dei modelli e della resa. Non lo si può abbandonare a se stesso ma la manutenzione ordinaria si può fare da soli e quella annuale ha costi limitati (circa 70-100 Euro).
Il carico del pellet nel serbatoio del camino è manuale. Un sacco pesa circa 15kg che è un buon allenamento ma rompe anche le scatole, soprattutto se si hanno problemi alla schiena.

Però devo dire che l'albero di Natale di fianco al camino acceso è una vista impagabile.

Conclusioni economiche.

A fronte di una spesa per tutto l'impianto del camino di poco inferiore ai 10.000 Euro (IVA compresa), considerando il 36% di detrazione ed il risparmio di costo sul consumo il ritorno in termini di investimento è di 6 anni e qualche mese circa.
Probabilmente meno, considerando che ho sottostimato i costi di riscaldamento tradizionale ed aumentato quelli del pellets.



Ogni commento, idea o suggerimento é ben accetto.
Sergio


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